• CHI A RIO NON C'E'

Cachet, virusfobia, infortuni: l'Olimpiade degli assenti

Roger Federer

Il 22 luglio ha battuto un record del mondo, quello dei 100 metri ostacoli, che resisteva dal 1986. La statunitense Kendra Harrison a Rio 2016 però non c'è. Colpa di una prestazione sottotono ai Trials americani, pochi giorni prima. Niente qualificazione, nonostante la più forte di tutte, oggi, sia lei, autrice di quattro delle migliori cinque prestazioni dell'anno.

Tra intoppi di vario tipo, infortuni o più semplicemente disinteresse, sono tanti i campionissimi assenti alle Olimpiadi. Mettendoli assieme, si formerebbe una squadra stellare.

L'assenza più pesante è quella del golf, uno sport tornato olimpico dopo 120 anni ma senza i quattro più forti del mondo: Jason Day, Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIllroy. Alcuni di loro hanno dato forfait per paura del virus Zika, così hanno detto. Altri invece, come lo stesso McIllroy, non hanno avuto troppi problemi a definire non interessante il torneo a cinque cerchi.

Il fatto che i premi delle Olimpiadi siano infinitamente inferiori a quelli dei grandi tornei americani può fornire qualche spiegazione più esauriente. E lo stesso McIllroy ha dichiarato che il torneo di golf neppure lo guarderà in tv, preferendo “l'atletica leggera, il nuoto, quello che conta”. I suoi colleghi presenti in Brasile ringrazieranno.

Francisco Javier Gómez Noya, nato in Svizzera ma triatleta spagnolo, è l'attuale campione del mondo su distanza olimpica. Secondo a Londra, quattro anni fa, era uno dei favoriti per l'oro di Rio de Janeiro. Non è arrivato, a causa di una brutta caduta in bicicletta, durante un allenamento. Forfait per infortunio anche per il nostro Gianmarco Tamberi, campione europeo di salto in alto, per il francese del salto triplo Teddy Tamgho (una medaglia sarebbe stata alla sua portata), per il ciclista spagnolo Alberto Contador e il tennista – e che tennista! - Roger Federer.

La selezione Usa del basket si presenta da strafavorita, come al solito, ma senza i grandi protagonisti delle finali Nba, Steph Curry e Lebron James. Assenti, tanto per tornare in Italia, due azzurri che hanno vinto l'oro a Londra 2012: Carlo Molfetta (taekwondo +50 kg) e Daniele Molmenti (canoa slalom K1), fortissimi ma non abbastanza per centrare la qualificazione.

Vincitori quattro anni fa e assenti oggi anche i fratelli tennisti americani Mike e Bob Bryan, i quali – stando a quanto emerso dalle loro parole – sono stati frenati dalla paura del virus Zika, così come i colleghi Raonic e Berdych. Niente da fare anche per Maria Sharapova e per altri numeri uno dello sport russo, ma qui il motivo si chiama squalifica per doping. E se la nostra Valentina Vezzali ha appeso il fioretto al chiodo, a 34 anni la leggenda etiope Kenenisa Bekele (tre ori e un argento olimpico, tra 5mila e 10mila metri) si è scoperto meno forte del solito, e un infortunio a inizio anno non lo ha certo aiutato. Il tempo passa anche per il mito.