a cura di Riccardo Cascioli
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Caccia agli albini in Malawi alla vigilia del voto

 

Le urne si apriranno il 21 maggio in Malawi per consentire a quasi sette milioni di elettori di scegliere il nuovo capo dello stato, rinnovare il parlamento e le amministrazioni locali. Tra i temi che hanno dominato la campagna elettorale c’è stata la raffica di attacchi agli albini registrata nei mesi precedenti il voto. I partiti all’opposizione accusano il governo del presidente in carica, Peter Mutharika, di non aver fatto abbastanza per mettervi fine. Il capo dello stato replica di aver nominato una commissione di inchiesta per indagare sugli omicidi. In Malawi e in altri stati dell’Africa sub sahariana molti albini vengono rapiti o venduti dai parenti ogni anno e quindi mutilati e uccisi. Gli stregoni con i loro organi sostengono di poter confezionare degli amuleti particolarmente efficaci nel procurare fortuna, denaro, potere … e anche una ambita carica politica. Il ricorso alla stregoneria per aumentare le probabilità di essere eletti è frequente. Chi può in effetti si procura gli amuleti potenti realizzati con organi di albini. Ecco perché all’approssimarsi di un appuntamento elettorale aumentano gli attacchi agli albini, come è successo in Malawi. Essere albini in Africa vuol dire vivere in società che attribuiscono loro valore solo da morti. Si ritiene che singoli organi – ad esempio, una gamba, un occhio, il cuore ...  – valgano fino a 2.000 dollari e un corpo intero circa 65-70.000 dollari. Si ritiene che gli omicidi vengano fatti su ordinazione di stregoni o di clienti ricchi. Una volta catturati o acquistati, gli albini vengono uccisi immediatamente oppure portati sul luogo del loro sacrificio. Spesso si tratta di località vicino a corsi d’acqua dove gli stregoni possono lavare il sangue mentre asportano gli organi utili.