a cura di Francesco Boezi
  • IL CASO

Burke tuona contro gli abusi: “Sono atti omosessuali”

“La maggior parte degli atti di abusi sessuali sono in realtà atti omosessuali commessi con giovani adolescenti". A pronunciare queste parole è stato il cardinal Raymond Leo Burke. Una presa di posizione arrivata dopo l’emersione dello scandalo riguardante alcune diocesi della Pennsylvania. Quello per cui circa settanta consacrati sono stati tirati in ballo dai risultati di un’inchiesta per abusi perpetrati ai danni di minori e adolescenti.

Un’indagine sulla quale si è espressa anche la Santa Sede. Il portavoce della Sala Stampa ha messo in evidenza come le riforme apportate funzionino: gli episodi descritti fanno riferimento ad anni precedenti l’introduzione di misure restrittive da parte di Benedetto XVI. “Vergogna e dolore” sono i sentimenti espressi dal Vaticano alla luce delle prove rese note.

Le dichiarazioni dell’ex patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta hanno assunto sin da subito un ruolo centrale in relazione al dibattito centrato su quali misure debba ancora mettere in campo la Chiesa cattolica per sgominare del tutto le piaghe della pedofilia e della efebofilia.

Il porporato americano ha aggiunto che: “Sembra chiaro che in effetti esista una cultura omosessuale, non solo tra il clero ma anche all'interno della gerarchia, che deve essere purificata alla radice. È ovviamente una tendenza che è disordinata". Le osservazioni rilasciate a Thomas McKenna, così come riportato dall’edizione online de Il Giornale, hanno associato la tragedia inerente ai casi di abusi all’interno della Chiesa al problema che deriverebbe da una certa tendenza omosessualista, propria di parte del clero cattolico.Un fenomeno che interesserebbe anche le alte gerarchie del Vaticano. Ci sarebbe stato, per Burke, anche un tentativo di nascondere il presunto legame intercorrente tra abusi e omosessualità.

“Credo - ha aggiunto il cardinale statunitense - che sia necessario riconoscere apertamente che abbiamo un problema molto grave di una cultura omosessuale nella Chiesa, specialmente tra il clero e la gerarchia, che deve essere affrontato onestamente ed efficacemente”. Ma chi è deputato a occuparsi di tutto questo? “È il Romano Pontefice - ha specificato Burke - che ha la responsabilità di disciplinare queste situazioni, ed è lui che deve agire seguendo le procedure che sono date nella disciplina della Chiesa. Così si affronterà la situazione in modo efficace". Solo il Papa, sembra dire il porporato ‘conservatore’, può risolvere questa vicenda.