a cura di Anna Bono
  • Emergenza profughi

Aumentano i profughi nella Repubblica Centrafricana

 

Nella Repubblica Centrafricana il cessate-il-fuoco previsto dagli accordi sottoscritti a Roma il 19 giugno dal governo e dalla maggior parte dei gruppi armati, grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio, non è mai entrato in vigore. I combattimenti tra le milizie islamiche e cristiane si sono anzi intensificati e con essi i saccheggi, gli attacchi ai villaggi, le violenze (“Centrafrica, la finta pace della Sant’Egidio”, 28 agosto 2017, lanuovabq.it). In questi giorni, nella sua missione di Bozoum, padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano nel paese da 25 anni, continua ad accogliere gli sfollati in fuga da Bocaranga, dove dalla fine di settembre i caschi blu della missione Onu Minusca combattono per liberare la città dal gruppo armato 3R che vi si è insediato per proteggere la comunità islamica dagli attacchi delle milizie cristiane, ma che a sua volta adesso infierisce sulla popolazione cristiana. Il 30 settembre la missione di Bozoum ha iniziato il censimento degli sfollati contando 391 famiglie e circa 2.000 persone. Il 7 ottobre il numero era salito a 3.222: “il flusso dei profughi continua – dice padre Gazzera – e cresce anche la solidarietà e l’aiuto, mentre lo stato brilla per la sua assenza e l’Onu per incapacità”.

Su 4,9 milioni di abitanti i profughi ormai superano gli 1,1 milioni: oltre 600.000 gli sfollati, 513.676 i cittadini rifugiati all’estero, che hanno chiesto protezione nei paesi confinanti.

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