a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan

Assolto un cristiano accusato di aver offeso gravemente il profeta Maometto

 

Il 15 gennaio Pervaiz Masih, pakistano di fede cristiana, è stato assolto dall’accusa di blasfemia dopo un processo durato tre anni. Ne ha dato notizia il Pakistan Christian Post precisando però che i giudici hanno concesso all’accusa di riaprire il caso in qualunque momento lo ritengano opportuno. Pervaiz, che era difeso dai legali della Voice Society, era stato accusato di aver pronunciato parole gravemente offensive nei confronti del profeta Maometto da un uomo musulmano con il quale era in lite a proposito della vendita di materiale edile. Non è raro infatti in Pakistan che persone in lite per questioni di interesse accusino gli avversari di blasfemia per sbarazzarsene. Cosa del tutto rara nei casi di blasfemia, Pervaiz era stato liberato su cauzione 20 giorni dopo l’arresto, ma per tutto il tempo del processo lui e i suoi famigliari si sono dovuti nascondere per proteggersi. Ma non è bastato a salvare la vita delle loro figlia maggiore, una bimba di tre anni che i suoi accusatori hanno ucciso annegandola in un pozzo e dichiarando poi di averlo fatto per punire Pervaiz e la sua famiglia. Inoltre la polizia ha torturato la moglie di Pervaiz, Zarina, durante gli interrogatori per accertare la colpevolezza del marito. Le sono state inflitte lesioni gravi, le sono state rotte delle ossa e in seguito a ciò non può stare in piedi e camminare. Nel ringraziare quanti nel mondo hanno sostenuto Pervaiz in questi anni difficili, l’avvocato Aneeqa Maria Anthony, della Voice Society, ha commentato che il destino di Pervaiz è ancora incerto: “siamo felici che sia stato assolto – ha detto – e se non verrà presentato un ricorso sarà libero per sempre. Ma resta un blasfemo agli occhi della gente e questa accusa lo seguirà per tutta la vita”. La Voice Society ha difeso molte persone accusate di blasfemia e ne ha ottenuto l’assoluzione.