Politica repressiva mentre il popolo si diverte
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di Peppino Zola31-12-2016 AA+A++

Caro direttore,
in occasione del Santo Natale, ho regalato al mio nipote già maggiorenne (come passa il tempo!) due libri, che ritengo importanti e significativi. Innanzi tutto, “Il cammino al vero è un’esperienza” del servo di Dio don Giussani, in cui sono ripubblicati i primi tre libretti nati dall’esperienza di Gioventù Studentesca. Soprattutto nel primo di tali opere (noto come il “libretto verde”), viene indicato in modo molto preciso e puntuale il metodo educativo con cui il carissimo “Gius” ha aiutato la conversione di moltissimi giovani, tra cui il sottoscritto. Memorabile fu ed è l’incipit di tale opera: “Il richiamo cristiano deve essere: deciso come gesto, elementare nella comunicazione...integrale nelle dimensioni...comunitario nella realizzazione”. E’ stato ed è, per me, il punto di riferimento di una intera vita e penso che sia giusto trasmettere a mio nipote questa esperienza.
 
Il secondo libro è “La democrazia in America, di Alexis de Toqueville, a cui ho pensato, insieme a nonna Adriana, perché mio nipote si sta impegnando in modo intenso e intelligente della presenza degli studenti nella scuola, essendo stato eletto tra i loro rappresentanti. Questo libro mi sembra essenziale per chi voglia affrontare le tematiche democratiche relative alla nostra convivenza sociale. Si tratta della lettura di un libro evidentemente mancata alla nostra attuale mediocre e improvvisata classe politica. A dire il vero e per non fare di ogni erba un fascio, vi sono politici che provengono da una sana e profonda preparazione e si sono visti, nei mesi scorsi, a proposito delle battaglie affrontate dalle famiglie italiane per difendere i propri compiti ed i propri diritti. I tuoi lettori penso che sappiano a chi mi riferisco.
 
Prima di consegnare il libro di Toqueville a mio nipote, ho riletto gli ultimi tre capitoletti del grosso volume, quelli che sono dedicati al pericolo che anche la democrazia possa diventare repressiva. Consiglio a tutti tale lettura, perché quelle pagine descrivono in modo impressionantemente analitico la situazione “repressiva” in cui si sono venute a trovare le democrazie di oggi. Come capita spesso a chi è dotato di un particolare genio (o carisma), Toqueville ha prefigurato, con quasi duecento anni di anticipo, ciò che ora sta avvenendo.
 
E che cosa sta avvenendo? Sta avvenendo che un dilagante pensiero unico sta, di fatto e sempre più spesso di diritto, limitando la libertà di pensiero del popolo e, con essa, anche la sua sovranità. Toqueville descrive un potere che permette al popolo di votare ogni quattro o cinque anni, per poi fare immancabilmente solo ciò che una ristretta ed oligarchica classe dirigente ritiene giusto fare, dal momento che reputa “ignorante” la gente comune. Al popolo viene permesso di divertirsi, purché poi non si interessi di altro. La repressione “democratica” non ha più bisogno del potere violento degli imperatori romani o dei re e principi dei molti secoli successivi, perché ha a disposizione immensi mezzi di persuasione fintamente liberali per poter sottomettere a piacimento le masse.
 
Molti si chiedono che senso abbia impegnarsi in politica oggi, soprattutto da parte dei cattolici. In sintesi, il vero senso sta proprio nel combattere perché venga riaffermata la possibilità per il popolo di vivere una vera e reale esperienza di libertà. Gli slogan con i quali siamo cresciuti non hanno perso la loro attualità. Anzi. Oggi più di trenta o quarant’anni fa sarebbe importante lottare contro le oligarchie liberticide in nome del “più società e meno Stato”, in un periodo in cui lo Stato sta legiferando su tutto, per diminuire sempre di più lo spazio della libertà di pensiero. Anche nel nostro Parlamento sono in discussione leggi che ipocritamente vorrebbero metterci a tacere in nome di fantomatiche “fobie”. Mi dicono che una recente ricerca del sempiterno De Rita si concluda con l’auspicio che, di fronte alla attuale crisi dei partiti, occorra rilanciare la rappresentanza sociale. Non è forse ciò che proclamavamo già molti anni orsono chiedendo una una maggiore presenza e valorizzazione della società?
 
Caro direttore, tutti possono attivarsi per dare più slancio alla società. Io sono troppo anziano per occuparmi di una politica che non sia liberticida, ma posso occuparmi di vivere con maggiore coscienza la presenza nella società. E’ ciò che sto cercando di fare insieme a tanti nonni ed a tante famiglie, per aiutare figli e nipoti ad avere ancora spazi di libertà nel loro futuro. Aiutiamoci a non dare retta a tante sirene, che sembrano avere voci suadenti (e “democratiche”) ma che, in realtà, hanno artigli molto molto pericolosi.


25
Mag
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-IL PRIVILEGIO DI CONFESSARE SOTTO IL PODBRDO
 
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