Contro le fole del laicismo: un Dizionario di apologetica
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di Rino Cammilleri28-12-2015 AA+A++

Quando il cristianesimo, come il buon grano, cominciò a germogliare, insieme ad esso crebbe anche la zizzania. Così, stufi dei tumulti intragiudaici e malamente informati sulla nuova setta dei nazareni, gli imperatori romani cominciarono a usare le maniere spicce. Allora diversi intellettuali cristiani misero mano alla penna per spiegare che sulla religione di Cristo si erano accumulate molte falsità. Con perizia e scienza, misero i loro talenti al servizio della verità e i loro scritti vennero detti, alla greca, “apologie”. 

Col passare dei secoli, il termine è diventato sinonimo di “magnificazione acritica”, ma in principio non fu così, perché si trattava solo di esposizione di una realtà accompagnata dalla confutazione delle menzogne. Tanto tempo è passato da allora, ma la zizzania è sempre tra noi, e ogni generazione abbisogna di apologeti che sgombrino il campo dalle malepiante seminate nei cervelli. Quante volte ci siamo sentiti rinfacciare le supposte malefatte dei cristiani? Ci si faccia caso: sono sempre le stesse, Galileo, l’Inquisizione, le Crociate… Spesso si ha l’impressione di star cercando di lavare la testa all’asino, come dicono i contadini siciliani: appena l’hai lavato, l’asino, eccolo rotolarsi nella polvere. O, se preferite: appena lavi la macchina, piove e si infanga di nuovo. Che ci volete fare, smettereste di usare lo spazzolino da denti solo perché, tanto, dovrete mangiare di nuovo? 

Così, armati di pazienza, ci rassegniamo a ripetere per l’ennesima volta che l’erba è verde e il cielo è azzurro, anche se ti hanno reso daltonico e non distingui più i veri colori. Poiché si tratta, appunto, di una Fatica di Sisifo (fatevi spiegare chi era o cercate su wikipedia), ci siamo organizzati in modo più tecnico e abbiamo dato vita a un Dizionario elementare di apologetica, un’opera che contiene le più comuni –e diffuse- disinformazioni sul cristianesimo in versione cattolica (la più diffamata, perché quella «giusta»): ben 140 voci in ordine alfabetico compilate in modo semplice e pratico dai più scafati apologeti italiani, da Messori al sottoscritto, da Agnoli a Zichichi, da Cascioli a Gotti Tedeschi, passando per tutti gli altri. 

Così, se vostro cognato vi assilla con la Strage della Notte di San Bartolomeo, non dovete fare altro che aprire il Dizionario alla voce corrispondente e leggerglielo o riassumerglielo. Se insiste perché -avendo letto qualche romanzo- si crede colto, al piede della voce ci sono indicati i libri (veri) per approfondire l’argomento. Se invece colei che dice fesserie è la vostra insegnante di Italiano (cosa non rara dacché l’abilitazione in materia prevede anche l’indottrinamento in Storia) e costei vi rammenta il Concilio di Macôn credendo in inchiodarvi, niente paura: Dizionario alla mano, sarete in grado di respingere la fesseria al mittente. Magari, se davvero è in buona fede, le farete un piacere, perché sono in tanti, da Voltaire in poi, a credere che sia stato quel Concilio (che in realtà era solo un sinodo) a concedere l’”anima” anche alle donne. 

Insomma, si tratta di un volume che tutti i cattolici dovrebbero avere in casa. Un volume da regalare a quelli che non credono, ma che sono tuttavia uomini di buona volontà (con gli altri è inutile). Un volume che confuta, sì, le più diffuse sciocchezze sul cattolicesimo, ma che non si illude di coprirle tutte, perché la zizzania non dorme mai e mai si stanca. Ma neanche noi ci stanchiamo, tranquilli. E ne faremo un secondo, di volume, e un terzo se necessario, così che quelli che prenderanno il nostro posto quando noi non ci saremo più possano salire sulle nostre spalle. Così come noi siamo saliti sulle spalle di quelli che ci hanno preceduto. 

 

Dizionario elementare di apologetica, a cura di Gianpaolo Barra, Mario A. Iannaccone, Marco Respinti (ed. Istituto di Apologetica: info@iltimone.org), pp. 560, €. 25,00.

 


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