• IN ARGENTINA

«Aborto ora». Scritta choc su uova di Pasqua per bimbi

Un gruppo di insegnanti e attivisti, nel bel mezzo della propaganda per la legalizzazione dell’aborto in Argentina, ha distribuito uova di Pasqua con le scritte «Aborto ya» e «Abortá la sorpresita», traducibili come «Aborto ora» e «Abortisci la sorpresa». Dei veri e propri inviti a uccidere, dunque, con l’aggravante di essere rivolti a dei bambini. Infuriati i genitori

Se c’è una cosa che proprio non si può rimproverare ai militanti abortisti, è la mancanza di determinazione e creatività. Perché non si arrendono mai, anche laddove per loro il clima non è favorevole. Come in Argentina, un Paese - sottolineava l’altro giorno Repubblica - «all'avanguardia sui diritti civili» per le tempistiche con cui ha «legalizzato il divorzio e il matrimonio tra lo stesso sesso. Ma sull'aborto, no. Pone il veto. Si affida a una legge che ha quasi un secolo». Una legge che è stata sempre strenuamente difesa dai cristiani. Al punto che lo stesso Senato argentino, lo scorso anno, è arrivato a bocciare con 38 voti contro 31 una depenalizzazione della pratica abortiva che pareva ormai alle porte. Di qui l’irriducibile attivismo del fronte abortista, che non si dà mai per vinto. Anche se a volte, oggettivamente, esagera.

Esagerata, infatti, è la campagna inaugurata nei giorni scorsi a La Matanza, nella provincia di Buenos Aires, dove un gruppo di insegnanti e attivisti abortisti, riconducibili al Frente Feminista Evita Montonera, ha approfittato della prossimità con le festività pasquali per distribuire uova di cioccolato verde con, scritti con la crema, i messaggi «Aborto ya» e «Abortá la sorpresita», traducibili in italiano come «aborto ora» e «abortisci la sorpresa». Dei veri e propri inviti a uccidere, dunque. In prossimità, lo si ribadisce, della Santa Pasqua, e per di più rivolti a dei bambini. Un’iniziativa che, comprensibilmente, ha mandato su tutte le furie le famiglie. I genitori si sono infatti indignati con i responsabili di questa campagna ai quali hanno rimproverato sia il pessimo gusto, sia una sostanziale quanto palese contraddizione.

Che senso ha infatti - si sono chieste alcune famiglie - mettere in mezzo i bambini per una campagna abortista, e cioè per qualcosa che per sua natura rifiuta la venuta al mondo di nuovi bambini? E ancora: perché coinvolgere i minori in un dibattito su un tema  complesso e per di più scabroso come l’aborto? D’accordo che ultimamente i progressisti amano servirsi dei piccoli per ridare slancio alle proprie battaglie - basti pensare a Greta Thunberg, l’adolescente ambientalista svedese che «fa tremare i potenti», i quali però la accolgono ilari e sorridenti -, ma a tutto c’è un limite. E quel limite, volenti o nolenti, quelli del Frente Feminista Evita Montonera, con i loro ovetti abortisti, lo hanno decisamente superato. Al punto che non solo molti genitori ora sono imbufaliti, con alcuni di essi che adesso chiedono una legge contro l’indottrinamento scolastico, ma pure alcune persone favorevoli alla legalizzazione dell’aborto hanno storto il naso.

In effetti, gli ovetti con l’esortazione a uccidere - la si può girare come si vuole, ma «Abortá la sorpresita» significa questo - sono un’esagerazione anche utile. Sì, perché aiuta non solo a cogliere la natura intrinsecamente violenta del cosiddetto fronte pro choice, ma anche la differenza siderale tra le rivendicazioni abortiste e quelle del popolo pro life argentino, che ha intelligentemente imbastito la propria campagna al grido di «Salvemos las dos vidas», «Salviamo le due vite». Uno slogan che, a ben vedere, non è neppure uno slogan ma, semplicemente, una frase che esprime la verità e la bellezza della difesa della vita. Valori anni luce distanti da quelli di chi non trova di meglio che incitare i bambini, che della vita sono i testimoni più credibili e innocenti, a familiarizzare con l’omicidio.