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Aborto, medico condannato: così si stravolge la legge

Dietro la condanna del dottor Lastra, che non ha dato corso ad una richiesta di aborto salvando due vite. I 4 punti critici di una sentenza destinata a fare scuola in Argentina: uno stupro non accertato, un'organizzazione abortista clandestina che non viene perseguita, un procuratore che applica alcune leggi dimenticando la Costituzione e un giudice che trasforma i delitti in diritti. 
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E’ arrivato il verdetto. Il giudice Alvaro Meynet ha dichiarato che il medico argentino Leandro Rodriguez Lastra è responsabile penalmente di non aver compiuto i suoi doveri di funzionario pubblico. Non avrebbe dato compimento infatti, alla richiesta di aborto di una donna incinta che sarebbe stata violentata, dettaglio che Rodriguez Lastra però non conosceva al momento di ricevere la paziente, e il suo comportamento è stato in violazione alla legge provinciale di Rio negro numero 4.796/12.

Per conoscere questo autentico dramma che ha infiammato l'opinione pubblica argentina è bene fare una presentazione di alcuni personaggi. Dato che il caso di Rodriguez Lastra è già conosciuto dai lettori, ci limiteremo a illustrare il ruolo giocato da chi ha voluto questa condanna per far comprendere come sia acceso il dibattito In Argentina per legalizzare l'aborto.

1) Marta Milesi La pediatra e militante abortista che ha denunciato Lastra. “E’ stata fatta giustizia perché qui c'era una sola vittima, che era la giovane. Per lei e per tutte le vittime dell’Argentina credo che sia stato segnato un precedente. Dato che c’è una legge bisogna obbedire soprattutto quando la legge parla di ampliamento dei diritti”, ha detto in un intervista radiofonica. Ciò che dimentica la deputata Milesi e che, affinché lo Stato garantisse un falso diritto come una pratica abortiva si è procurata direttamente la morte di un altro essere umano il bambino concepito. Quindi le vittime sono due: la madre e suo figlio. Il precedente che si è creato, in realtà, è quello dell’insicurezza giuridica. 

Che cosa succederà con i medici che si troveranno di guardia? A partire da una semplice comunicazione di una donna incinta, che afferma di essere stata stuprata senza bisogno di ulteriori prove e che chiede un aborto, inizierà infatti una corsa contro il tempo. Soprattutto se la gravidanza supera le 22 settimane, come è stato il caso di questo intervento nel quale Lastra in realtà ha ristabilito completamente lo stato di salute della madre insieme ad altri medici e atteso fino alla 35ª settimana per far nascere il bambino in salute e senza rischi.

Non c'è delitto più aberrante sul corpo di una donna che quello di uno stupro”, ha detto la stessa nell’intervista radiofonica. Allo stato attuale dei fatti però, non si conosce alcuna azione della deputata perché si imbastisca un processo e si condanni il presunto violentatore.

2) La Revuelta, l'organizzazione clandestina che ha procurato L’Oxaprost alla donna incinta. Ecco cosa dice questa organizzazione nella sua presentazione: “Il nostro gruppo si chiama la Rivolta. Se dovessimo spiegare il significato del nostro nome, troveremo diverse accezioni di questo termine: trambusto, schiamazzo causato da una o più persone, assalto, shock, inquietudine, sommossa, sedizione, ribellione contro l'autorità, rivoluzione”. Sul sito web si offre un istruttivo vademecum su come “fare un aborto con le pastiglie” e compaiono “i racconti delle femministe che procurano aborti”. 

Come è possibile che questa organizzazione operi in modo clandestino e nessuna procura intervenga? Non ha nessuna spiegazione logica evidente.

3) Santiago Marquez Gauna, procuratore. Nella conferenza stampa successiva alla lettura del verdetto ha segnalato che “in questo processo non si giudica se siamo a favore o contro l'aborto. Si sta giudicando se una persona abbia soddisfatto o no le leggi di questo Paese”. Rispetto al giudice ha osservato che “il suo è un atto di levatura morale, ha dimostrato che la Giustizia può essere al di sopra dei condizionamenti e giudicare secondo le leggi di questo Paese. E’ diventato chiaro che nessun cittadino del popolo argentino possa anteporre le sue credenze al di sopra delle leggi. Questo è un monito per tutta la Repubblica: le leggi ci sono per essere applicate”.

Esattamente allora come l'articolo 31 della Costituzione nazionale argentina che è legge Suprema della nazione. Quello che perde di vista il procuratore Marquez Gauna è che la Costituzione argentina protegge la vita umana dal concepimento con l’articolo 75. Di conseguenza, l'articolo 36 del codice penale argentino risulta incostituzionale. Si tratta dell’ABC dell'educazione civica.

4) Alvaro Meynet, giudice. Oltre a considerare Lastra un bugiardo e ad attribuire al medico argentino direttamente un'azione dolosa, ha ricordato la cosiddetta sentenza FAL. Lì la Corte ha interpretato il codice penale dicendo che non risulta punibile l'interruzione di gravidanza proveniente da ogni tipo di violenza e che qualunque tipo di aborto non punibile non è soggetto a procedure giudiziarie e ha esrotato a implementare i protocolli ospedalieri. Strana logica quella del giudice Meynet: un delitto che non viene punito e si converte in azione legale. Anzi, non smette di essere delitto e si trasforma in diritto, cioè in giurisprudenza. E' il caso di evideziare che è falso.  

Questi sono i malvagi che hanno perso la battaglia per la vita nel glorioso 8 di agosto del 2018. Dio, fonte di tutta la ragione e dellam giustizia (Costituzione Argentina, preambolo) protegga l'Argentina da questi giudici, procuratori, deputati e organizzaizoni clandesrtine.