a cura di Benedetta Frigerio
  • India

88 associazioni cristiane sotto inchiesta nel Jharkhand

 

Indagini per accertare che i finanziamenti provenienti dall’estero non vengano utilizzati per imporre delle “conversioni forzate” ai tribali e per fomentare la sovversione politica. Con questa motivazione il governo del Jharkhand, uno stato dell’India, dall’agosto del 2018 ha messo sotto controllo le attività di 88 organizzazioni non governative cristiane gestite da missionari. L’ordine di indagare su tutte le associazioni cristiane è stato impartito in seguito allo scandalo sulla compravendita di neonati che ha coinvolto un orfanotrofio delle suore di Santa Madre Teresa e ha portato all’arresto di una suora, tuttora in carcere sebbene senza una incriminazione formale. Il 24 maggio scorso, riferisce AsiaNews, una delegazione di cristiani guidati da monsignor Telesphore Bilung, vescovo ausiliare di Ranchi, ha consegnato alla governatrice del Jharkhand, Draupadi Murmu, un documento in cui si chiede di non discriminare le associazioni cristiane. Nel Jharkhand, si obietta nel documento, operano circa 500 associazioni che ricevono finanziamenti dall’estero, ma le autorità hanno deciso di indagare solo sulle 88 cristiane. “È senza dubbio un attacco contro la Chiesa – ha dichiarato ad AsiaNews monsignor Felix Toppo, arcivescovo di Ranchi – tuttavia abbiamo fiducia che tutte le accuse risulteranno infondate”. In caso contrario, alle associazioni verrà ritirata la licenza e dovranno chiudere.